Michelangelo e l'arte a Firenze. L'ombra del genio.

Michelangelo e l'arte a Firenze. L'ombra del genio.
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Pagine: 274

Lingue: italiano

Editore: SKIRA

 

Una grande mostra, allestita a Palazzo Strozzi di Firenze, fa rivivere la maestria di Michelangelo Buonarroti, uno degli artisti più importanti nella storia dell'arte italiana. L'esposizione, intitolata "L'ombra del genio. Michelangelo e l'arte a Firenze dal 1537 al 1631", si sofferma sul ruolo del Maestro nella Firenze Medicea e sulla sua indiscussa influenza sui contemporanei e gli artisti del secolo successivo. 
La mostra - realizzata con il Patrocinio del Comune di Firenze e promossa dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, a cura di un prestigioso comitato scientifico italo-americano - sarà ospitata, dopo Firenze, in America, presso l'Art Institute di Chicago e il Detroit Institute of Arts.
Raccolte in nove sezioni, le oltre centocinquanta opere - tra dipinti, sculture, disegni, porcellane, vetri, arazzi, oggetti d'arredo ed armature - provenienti da importanti musei italiani e stranieri, ricostruiscono l'affascinante percorso artistico di Michelangelo e dei suoi eredi.

Quando Michelangelo Buonarroti muore a Roma nel febbraio del 1564 è considerato da tempo l’artista più famoso del secolo. Di lui Vasari ha scritto la Vita in due redazioni, paragonando la sua grandezza nelle arti a quella di Dante nella poesia. La grandissima maestria di Michelangelo nel disegno (considerato di primaria importanza nella costruzione di un’opera), i profondi cambiamenti adottati nell’uso dei colori, il continuo studio della figura umana alla ricerca della perfezione del tratto segnano per sempre la cultura figurativa del Cinquecento e si tramandano stabilmente nel Seicento.

Al ruolo di Michelangelo nella Firenze medicea, alla profonda e indiscussa influenza del grande artista sui contemporanei e sui maestri del secolo successivo, alle moltissime opere che dalla sua arte derivarono e fecero la gloria di Firenze è dedicato questo volume che accompagna la grande mostra fiorentina, che dopo la tappa italiana si trasferirà in America, prima all’Art Institute di Chicago e poi al Detroit Institute of Arts.

Una selezione di straordinarie opere – dipinti, sculture, disegni, arazzi, vetri, porcellane, pietre dure, oggetti d’arredo, armature – provenienti da importanti musei italiani e stranieri documenta per la prima volta la complessa eredità artistica di Michelangelo e le sue conseguenze sul linguaggio figurativo fiorentino degli anni 1537-1631. Da Bartolomeo Ammannati a Giambologna, da Pontormo a Bronzino, al grande incisore lorenese Jacques Callot, molti artisti riflettono l’impulso ricevuto dall’esempio michelangiolesco e lo traducono in forme più sofisticate adottate da Cosimo I, il primo granduca di Toscana, dai suoi figli Francesco e Ferdinando, fino a Cosimo II con il quale la corte fiorentina rende l’ultimo omaggio al grande genio di Michelangelo.

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Quando Michelangelo Buonarroti muore a Roma nel febbraio del 1564 è considerato da tempo l’artista più famoso del secolo. Di lui Vasari ha scritto la Vita in due redazioni, paragonando la sua grandezza nelle arti a quella di Dante nella poesia. La grandissima maestria di Michelangelo nel disegno (considerato di primaria importanza nella costruzione di un’opera), i profondi cambiamenti adottati nell’uso dei colori, il continuo studio della figura umana alla ricerca della perfezione del tratto segnano per sempre la cultura figurativa del Cinquecento e si tramandano stabilmente nel Seicento.

Al ruolo di Michelangelo nella Firenze medicea, alla profonda e indiscussa influenza del grande artista sui contemporanei e sui maestri del secolo successivo, alle moltissime opere che dalla sua arte derivarono e fecero la gloria di Firenze è dedicato questo volume che accompagna la grande mostra fiorentina, che dopo la tappa italiana si trasferirà in America, prima all’Art Institute di Chicago e poi al Detroit Institute of Arts.

Una selezione di straordinarie opere – dipinti, sculture, disegni, arazzi, vetri, porcellane, pietre dure, oggetti d’arredo, armature – provenienti da importanti musei italiani e stranieri documenta per la prima volta la complessa eredità artistica di Michelangelo e le sue conseguenze sul linguaggio figurativo fiorentino degli anni 1537-1631. Da Bartolomeo Ammannati a Giambologna, da Pontormo a Bronzino, al grande incisore lorenese Jacques Callot, molti artisti riflettono l’impulso ricevuto dall’esempio michelangiolesco e lo traducono in forme più sofisticate adottate da Cosimo I, il primo granduca di Toscana, dai suoi figli Francesco e Ferdinando, fino a Cosimo II con il quale la corte fiorentina rende l’ultimo omaggio al grande genio di Michelangelo.

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Al ruolo di Michelangelo nella Firenze medicea, alla profonda e indiscussa influenza del grande artista sui contemporanei e sui maestri del secolo successivo, alle moltissime opere che dalla sua arte derivarono e fecero la gloria di Firenze è dedicato questo volume che accompagna la grande mostra fiorentina, che dopo la tappa italiana si trasferirà in America, prima all’Art Institute di Chicago e poi al Detroit Institute of Arts.

Una selezione di straordinarie opere – dipinti, sculture, disegni, arazzi, vetri, porcellane, pietre dure, oggetti d’arredo, armature – provenienti da importanti musei italiani e stranieri documenta per la prima volta la complessa eredità artistica di Michelangelo e le sue conseguenze sul linguaggio figurativo fiorentino degli anni 1537-1631. Da Bartolomeo Ammannati a Giambologna, da Pontormo a Bronzino, al grande incisore lorenese Jacques Callot, molti artisti riflettono l’impulso ricevuto dall’esempio michelangiolesco e lo traducono in forme più sofisticate adottate da Cosimo I, il primo granduca di Toscana, dai suoi figli Francesco e Ferdinando, fino a Cosimo II con il quale la corte fiorentina rende l’ultimo omaggio al grande genio di Michelangelo.

Quando Michelangelo Buonarroti muore a Roma nel febbraio del 1564 è considerato da tempo l’artista più famoso del secolo. Di lui Vasari ha scritto la Vita in due redazioni, paragonando la sua grandezza nelle arti a quella di Dante nella poesia. La grandissima maestria di Michelangelo nel disegno (considerato di primaria importanza nella costruzione di un’opera), i profondi cambiamenti adottati nell’uso dei colori, il continuo studio della figura umana alla ricerca della perfezione del tratto segnano per sempre la cultura figurativa del Cinquecento e si tramandano stabilmente nel Seicento.

Al ruolo di Michelangelo nella Firenze medicea, alla profonda e indiscussa influenza del grande artista sui contemporanei e sui maestri del secolo successivo, alle moltissime opere che dalla sua arte derivarono e fecero la gloria di Firenze è dedicato questo volume che accompagna la grande mostra fiorentina, che dopo la tappa italiana si trasferirà in America, prima all’Art Institute di Chicago e poi al Detroit Institute of Arts.

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